Mi sento male, portatemi a Napoli (Totò)

ALTA VELOCITA': ITALO TRENO

15 ottobre anno imprecisato, treno Italo prima classe. Partenza da Firenze SMN subito con un ritardo di 10 minuti, il display non mostra nemmeno il binario a distanza di pochi minuti dalla partenza.



Italo sfreccia a 260 km/h per recuperare il ritardo accumulato. E’ la prima volta che prendo questo treno analisi: sedili in pelle troppo scivolosi, manca il poggiatesta con le ali laterali, non c'è un tascone davanti per collocare oggetti, il poggiapiedi è troppo distante e non si può regolare in lunghezza.



Note positive: tavolino tipo aereo e Wi-Fi free.


Italo Treno alta velocità

Per recuperare il mega ritardo che è arrivato a 25 minuti, Italo dopo la fermata a Roma Termini, vola alla velocità di 300 all'ora.



In questa tratta passa frettolosamente l'addetta al carrello degli snack ad una velocità quasi alla pari del treno, se non la si ferma bloccandola nel corridoio, tira dritto; io non ho fatto in tempo ad interpellarla, poi mi accorgo del suo ritorno e la fermo al volo, riesco a leggere il suo badge, il nome è Sara D. Ed inizia la conversazione:



M. Salve potrei avere uno snack ?

S .Che cosa vuole? (Come sei io conoscessi di cosa dispone).

M. Cos'ha (chiedo).

S. Taralli, biscotti e arachidi.

M . Taralli ed anche un bicchiere d'acqua per favore.

(Vengo servito)

M. Quanto le devo? (Non ero ancora sicuro della gratuità dello snack).

S. Niente (Come se mi avesse fatto un favore).



CUCINA CAMPANA

Il soggiorno a Portici presso i miei parenti è stato piacevole come sempre, non mi hanno fatto mancare nulla con prelibatezze della cucina campana come i calamari ripieni ed i friarelli (“l'erba” come la chiamiamo in Toscana). Gli spaghetti alle vongole, anzi ai lupini di mare sono stati divini, la mozzarella di bufala di S.Giorgio a Cremano è stata superlativa - si scioglieva in bocca - per non parlare poi dei peperoni ripieni al tonno, che bontà. Tra queste leccornie ho degustato anche un dolce atipico per la zona: la Sacher, famosa torta al cioccolato viennese. Ultima chicca la tipica pizza napoletana, una bella margherita come dio comanda.



CITTA' DI PORTICI

Il tour della città di Portici è stato un ritorno dopo circa sei anni di assenza. La situazione è più o meno la stessa, la località con tutte le sue bellezze e contraddizioni vanta del porto e lungomare del Granatello, un luogo che mi emoziona sempre, tanto che in due giorni l'ho visitato due volte, la prima alla sera in uno scenario suggestivo; in un’ ora ho veduto il golfo di Napoli con il tramonto annesso, all'orizzonte si vedevano anche le isole di Procida ed Ischia.

Tramonto golfo di Napoli

Poi dopo il tramonto, magicamente il Granatello si illumina, dietro è ben visibile il vulcano Vesuvio illuminato a sua volta dalla luna piena che ha reso lo scenario ancora più bello.

Vesuvio di notte con la luna piena

Il giorno seguente, una domenica di metà ottobre in Campania sono 26 gradi, per me, abitante del centro Italia, era una giornata di piena estate.

Il clima favorevole ha invogliato una nuova uscita per le strade di Portici, visita delle principali arterie cittadine, via Diaz, via L.da Vinci, corso Umberto, piazza S.Ciro (con visita alla chiesa), via Libertà, e poi di nuovo Granatello, dove alcune persone prendono allegramente il sole nelle piccole spiagge o sugli scogli.

Vesuvio di giorno dal Granatello
Il tour ha previsto anche una tappa al mercatino biologico ricco di prodotti tipici come la melannurca e i taralli.

Portici piazza San Ciro

visita a NAPOLI

La vicinanza con Napoli ha comportato l'inevitabile visita al capoluogo campano.

Premesso che anche questa è stata una piacevole ri-visita della città, avendo già in passato fatto tour partenopei più approfonditi (all'epoca vedemmo via Salvator Rosa, il duomo, piazza Umberto, il Vomero, Posillipo, S. Gregorio Armeno, lungomare, il Cristo velato).



Stavolta il blitz a Napoli è iniziato da Portici con la linea Circumvesuviana per approdare alla stazione di Napoli Garibaldi, da lì, la congiunzione alla nuova linea della metro M1, obiettivo via Toledo. La nuova metropolitana vanta un avveniristica struttura, ma la parte più affascinante è l'uscita alla fermata Toledo, ogni descrizione è superflua lascio alle immagini ogni commento.

Stazione Toledo Napoli

Una volta sfociati nella famosa arteria di via Toledo, un fiume di gente percorre la strada, un'affluenza di persone inimmaginabile; analizzando la situazione, tale presenza enorme era giustificata in primis dalla splendida giornata, in secondo luogo la squadra di calcio SCC Napoli aveva giocato al sabato.



Iniziamo il percorso diretti in direzione piazza Trento e Trieste, proseguiamo attraverso piazza del Plebiscito con l’intento di arrivare al lungomare, però prima di arrivarci un turista dall'accento tedesco, parlando un buon italiano, chiede informazioni a Wilson su come si possa raggiungere il castello del Maschio Angioino.

Wilson con la sua cordialità indica alla coppia di turisti la corretta direzione per raggiungere Castel Nuovo (il secondo nome del castello).



Dopo questa breve parentesi ci incamminiamo lungo mare nella ormai famosa ZTL del mare, all'epoca contestata ed adesso apprezzata.

Nel proseguimento del percorso facciamo una piccola sosta al Castel del' Ovo e poi ripartenza lungo via Partenope dove altri turisti di Ginevra chiedono un parere a Wilson per un buon ristorante - i viandanti probabilmente temono di rimanere fregati - Wilson purtroppo non conosce la risposta degli interroganti e quindi avanziamo e svoltiamo a piazza Vittoria e su in via Calabritto; via Poerio, via Chiaia e alla fine torniamo in via Toledo facendo una capatina alla galleria Umberto I.



Il giorno seguente alla stazione centrale di Napoli sono in procinto di partire, volevo dare un ultimo saluto a Napoli uscendo un attimo dalla Stazione, purtroppo vengo avvicinato da un giovane venditore abusivo di calzini, il ragazzo si presenta mi dice “benvenuto a Napoli”, (come se fosse la prima volta che ci vado), ed io replico che veramente stavo partendo. Comunque l’abusivo vuole qualcosa e mi chiede i soldi per un caffè, perché proviene da Scampia e non vuole mettersi a rubare (ma chi se ne frega).



Allora tiro fuori di tasca 50 centesimi e li consegno al tipo che rimane un po’ perplesso dalla mia taccagneria, e se ne va borbottando. "Mai sottovalutare un toscano", penso; qui la partita è dura tra la furbizia partenopea e l’avidità dei maledetti toscani.



Il treno AV Italo direzione Firenze parte puntuale alle 19:15, stavolta con un servizio delle addette al bar più professionale.


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