Volevo perdere peso!

Come ho perso molti chili con un mio regime alimentare senza morire di fame

Come perdere peso con una dieta personalizzata

Premetto che con questo articolo non voglio né promuovere nessuna dieta, né convincervi a cambiare regime alimentare. Aggiungo che non sono un medico, né un dietologo e nemmeno un nutrizionista; sono solo un giornalista informatico che vuole esprimere la propria esperienza personale su come ho smaltito dodici chili in poche settimane.

Fatte le dovute premesse – che spero siano state recepite – veniamo al nocciolo. Non scrivo date e nemmeno età precise perché questo post potrebbe essere letto anche a distanza di anni dalla mia esperienza, pertanto mi limiterò a definire solo gli archi temporali.

Nel mese di marzo di un inverno, dopo una cena tra amici, mi guardai allo specchio e quello che vidi non mi piacque per niente: viso gonfio, pancia calante e maniglie dell’amore. Oltre all’aspetto estetico da alcuni mesi non ero al massimo dei giri, poca concentrazione nel lavoro, spossatezza, il poco running che praticavo era solo un palliativo, visto che dopo una corsa di 45 minuti, consumavo una cena a dir poco opulenta a base di pasta o pizza, vino o birra.

Il mio peso era di 67 kg a fronte di un’altezza di 170 cm (non sono un gigante, lo so) e apparentemente i chilogrammi espressi potrebbero non apparire molti, ed infatti tutte le formule del rapporto altezza/peso, dicevano che rientravo nel range ideale.

Consapevole che non ero fuori peso, il problema era proprio la distribuzione dei grassi e della massa non proprio uniformi.

Il running svolto tre o quattro volte a settimana non è riuscito a migliorare la situazione e di andare in palestra a fare esercizi specifici per andare ad aggredire il grasso localizzato e fare massa, non ne avevo la minima voglia. Non per pigrizia, ma preferisco lo sport all’aria aperta, quando le condizioni meteo sono favorevoli.

In quella fase di stallo, dove non riuscivo a perdere nemmeno un chilo, nonostante avessi abolito dalla mia mensa il pane e limitato fortemente la pasta, ho fatto mente locale ad un increscioso episodio che subii alcuni anni addietro.


il viaggio in india ha innescato la dieta forzata

Al mio rientro da un viaggio alle Isole Andamane (India), fui ricoverato per due settimane al nosocomio di Siena a causa di una forte dissenteria e spasmi allo stomaco a causa di un agente tossico che si era insidiato sicuramente dentro qualche pasto trangugiato nelle selvagge isole.

In quel caso, nel giro di una settimana passai da 65 kg a 52 kg a causa delle forti evacuazioni (nei primi giorni) e della dieta ferrea alla quale i medici mi sottoposero, che consisteva nel mangiare niente! Avete letto bene cari lettori, per una settimana ho vissuto di acqua e flebo per stare idratato. Alla seconda settimana di ricovero i buoni dottori mi concessero un caffè d’orzo a pranzo ed un té a cena accompagnati da tre biscottini, le classiche Marie.

La rigida dieta in stile Fantozzi, mi ha fatto perdere tutto quel liquido e quel grasso in eccesso che serpeggiava nel mio organismo. Dopo le dimissioni mi sentivo così bene, lucido e leggiadro come un cavallo, tale da impormi mantenere questa linea mangiando meno e meglio.


peso di nuovo in ascesa

La disciplina alimentare ha funzionato bene per un paio di anni, poi le vicissitudini della vita, l’avanzare dell’età, lo stress lavorativo, mi hanno indotto a ricominciare a mangiare e bere senza riguardi fino a raggiungere il peso record di 67 kg.

Allora ho pensato, “Qui per perdere chili devo di nuovo smettere di mangiare”, ma certo non potevo stare a completo digiuno per una settimana, dovevo pur lavorare, guidare, fare una vita normale e quindi decisi per una via di mezzo. Quando si parla di diete, il web pullula di teorie e metodi dove ognuno – forte delle sue convinzioni – prova a venderti il suo sistema, ho letto della Dukan, della dieta a zona, della dieta delle Uova, della dieta Vegana, ecc. Nessuna mi convinceva al 100%.


la dieta di Beppe Fiorello

Una sera per combinazione ascoltai un’intervista ad un magrissimo Beppe Fiorello in TV. Il vip italiano alla domanda dell’intervistatrice su come avesse raggiunto tale peso forma, rispose che aveva abbracciato la teoria della dieta a tempo che consiste nel mangiare le giuste calorie nell’arco di otto ore e rimanere digiuni nelle ore restanti.

Provai ad intraprendere questa strada, limitando ancor di più i farinacei e gli alcolici con abolizione della birra.

Il risultato è stato sorprendente: dopo circa un mese la mia bilancia segnava 56 kg. I primi giorni sono stati duri, ma poi l’organismo ha fatto anche in fretta ad abituarsi a questo nuovo ritmo.

Non ero del tutto soddisfatto, volevo perdere un altro paio di kg, e nello stesso tempo partii anche per un viaggio nelle Filippine. Capirete miei cari amici che in un viaggio del genere mangi quello che capita e quello che propone il palinsesto culinario. Già nei voli di andata, mandai a benedire la mia disciplina alimentare buttando nello stomaco i pasti delle compagnie aeree. Anche girovagando per le Filippine non avevo una grande scelta di pietanze, mangiavo quello che gli hotel proponevano per non svenire dalla fame.

Il viaggio è stato bello, ma oltre aver pagato il prezzo del biglietto, sono tornato con due chili nel groppone, la bilancia diceva 58 kg.


Inizio della dieta dinner cancelling (senza cena)

Che nervi, stavo di nuovo cedendo alla golosità, anche se in parte a causa di forza maggiore.

Decisi di ripristinare immediatamente la dieta a tempo senza cena, eliminando anche lo spuntino delle ore 16. Inoltre una sera in fase di zapping incappai in un canale dove un collega giornalista (se lo è sempre non saprei), di nome Roberto Panzironi, il quale proponeva la sua “ricetta” alimentare chiamata Life120. Panzironi definisce la sua dieta uno stile di vita che si basa sullo stigma della dieta mediterranea (ricca di zuccheri) a favore di un regime alimentare stile paleo, la presunta dieta dei nostri antenati basata sostanzialmente su verdure, frutta (poca), noci, semi, carne e pesce, uova, azzerando quasi del tutto i farinacei e gli alimenti raffinati. Sono bandite pasta, pane, pizza, patate, dolci e anche riso e legumi.


Lo stile di vita Life 120

Rimasto incantato da questo metodo, decisi di metterlo in pratica in parte, infatti a differenza di Life 120, io non ho mai rimosso patate e legumi dalla mia dieta, anche se ne faccio un uso più moderato.

Dopo poche settimane, il risultato è stato sopra le aspettative. Il corpo man di mano si stava asciugando, i liquidi in eccesso venivano smaltiti. Successivamente anche le aree di grasso localizzato nella pancia e nei fianchi, si riducevano drasticamente. Nel frattempo continuavo a fare le mie tre o quattro corsette di 45 minuti a settimana.

L’autodisciplina che mi imposi ha fatto raggiungere l’agognato obiettivo dei 53 kg, consapevole che una volta tagliato questo traguardo, la difficoltà sarebbe consistita nel mantenimento. Allora, diciamo che a seconda della stanchezza, della stagione e dello stato d’animo, il peso può oscillare, ma comunque, non ho mai superato – raramente – la soglia dei 56 kg. D’inverno viene spontaneo mangiare un po’ di più e soprattutto la sera davanti al calduccio del focolare acceso e pertanto ripristinai la cena prediligendo sempre carne, pesce o verdure. E’ ovvio che – sebbene questi non fossero cibi pesanti – consumarli nell’orario canonico della cena dalle 19:30 alle 21:00, le calorie acquisite non venissero smaltite come quando consumiamo la colazione ed il pranzo.


Finalmente Ho perso 12 kg

Nonostante ciò, anche d’inverno mi sono assestato sui 55 kg, continuando a fare sport all’aperto.
Mentre con l’avvento della primavera, mantenendo sempre il regime di abolizione quasi totale dei farinacei, miracolosamente è sparita l’allergia alle graminacee, una patologia che mi ha accompagnato da quasi tutta la vita. Anche questo aspetto, è stato un déjà-vu delle tante testimonianze delle persone che sono state intervistate da Panzironi nella sua trasmissione.

Non voglio tuttavia fare pubblicità gratuita ad un’azienda in forte crescita come quella collegata al marchio Life120, ma volevo solo ragguagliarvi sulla mia esperienza della mia dieta personale, dove ci sono anche degli spunti basati sul metodo di Panzironi, che direi di seguire intorno al 70/80 %.

In cosa consiste la mia nuova dieta. La prima è la colazione dove consumo una grande quantità di frutta e di conseguenza di zuccheri (diretti), questo anche per affrontare la mia giornata professionale al meglio e per dare man forte al mio sistema immunitario con una bella dose di vitamina C di primo mattino.


Visto che ho accennato alla colazione, adesso vi prospetto la mia alimentazione tipo comprese le eccezioni per uscire dalla routine alimentare.


La mia dieta personale con pochissimi farinacei

COLAZIONE

Spremuta di arance e/o pompelmi rossi

  • Un kiwi
  • Una banana
  • Un uovo strapazzato e un cucchiaio di burro
  • Un Caffè di arabica al 100% con la moka

Varianti della colazione che integrano o sostituiscono i precedenti alimenti

  • Yogurt alla soia
  • Tonno
  • Latte mix noci e mandorle
  • Pancetta e fagioli
  • Uovo sodo

PRANZO

Carni bianche: pollo, tacchino e coniglio

  • Carni rosse (poche): roastbeef, polpettone, bistecchina ai ferri.
  • Pesce: polpo, sogliole, orate, merluzzo.
  • Maiale: arista o bistecchina
  • Verdure e/o pomodori
  • Zucchine, cetrioli e peperoni cotti
  • Bietola all’olio e cipolle cotte
  • Patate lesse o arrosto
  • Legumi: piselli, ceci, fagioli, fagiolini
  • Salumi (raramente)
  • Pane azzimo (raramente)
  • Acqua

CENA

Come accennato, la cena varia da stagione a stagione e talvolta la salto. D’inverno cuocio le carni o il pesce direttamente nel mio camino. Per non annoiami e per il bene del mio organismo, tendo a non replicare gli stessi cibi del pranzo anche a cena. Ad esempio il pollo, se questo se viene mangiato a pranzo, tendo a non consumarlo anche a cena, o viceversa.


Cena invernale e autunnale

(Base della cottura in padella con il  burro)

  • Pesce e crostacei o salmone affumicato.
  • Maiale: scamerita o fegatelli
  • Carni bianche, pollo e tacchino
  • Vitello (una, due volte a settimana)
  • Legumi
  • Insalata con aceto balsamico e olio EVO delle Crete Senesi
  • Carote
  • Carciofi (anche quelli di Chiusure)
  • Olive verdi o nere
  • Cipolle in agrodolce
  • Affettati e salumi (raramente)
  • Un calice di vino rosso o bianco
  • Due quadratini di cioccolata fondente senza zuccheri aggiunti
  • Zuppe a volte integrate con spaghetti di Konjac
  • Minestrone con spezie curcuma o zenzero
  • Riso (in quantità moderate e molto raramente)

Cena estiva e nella tarda primavera

  • Insalatona mista con pomodori, noci tritate, olive, cipolline e uovo sodo (condita con aceto balsamico e olio EVO delle Crete Senesi)
  • Sushi e verdure (senza riso)
  • Capocollo o mortadella di Bologna
  • Acqua fresca
  • Un calice di vino (nei giorni del fine settimana)
  • Un bicchiere di birra “non artigianale” (una volta alla settimana)

SPUNTINI O MERENDE

Tra un pasto e l’altro può capitare che vengano a mancare le energie, quindi integro con un rinforzino che consiste in uno dei seguenti spuntini:

  • Yogurt di soia
  • Mandorle e noci
  • Due quadratini di cioccolata
  • Una o due fettine di pane azzimo con salmone, tonno o affettato.

WEEK END E APERITIVI

Il rigido regime alimentare al quale mi sottopongo, mi concede il lusso di permettermi qualche sfizio il fine settimana quando sono fuori con gli amici, i clienti, la ragazza.

Il classico aperitivo il venerdì o sabato è accettato anche se con qualche limitazione, evitare di buttar giù patatine o stuzzichini. Prediligo un puro bicchiere di vino bianco o rosso a seconda della stagione, senza mischiare troppo. (Anche se d’estate cedo volentieri allo Spritz con vino bianco fermo).

Ogni tanto anche una birretta come aperitivo non ci sta male, evito le “artigianali”, preferisco le birre classiche italiane, Moretti e Messina perché non contendono glutine in quantità eccessiva.


MANGIARE FUORI IN COMITIVA

Spesso mangiare fuori in comitiva può essere d’ostacolo per chi segue ogni qualsivoglia regime alimentare. Infatti quando incappiamo in una cena di gruppo di lavoro, con gli amici, ad una cerimonia, è difficile sfuggire alle grinfie della cosiddetta “dieta mediterranea” bella ricca di farinacei e zuccheri.

Quando arrivano gli antipasti, sperando che non siano solo crostini, mangio i salumi e le eventuali olive. I primi li salto a piè pari, fatto salvo che per le zuppe ed i minestroni.

I secondi piatti sono il punto apicale della mia GATdiet, infatti quando tutti gli altri avventori si sono già gonfiati di pastasciutte e crostini a iosa, sovente lasciano in avanzo i secondi, dove invece io mi ci avvento come una tigre affamata. Grazie ai contorni riesco a completare un pasto regolare. L’ultimo piatto, spesso ad appannaggio del dolce e simili, è sempre un lieto fine per la maggior parte dei commensali i quali hanno appositamente lasciato un angolino recondito nel loro stomaco per fare spazio al tiramisù o al mascarpone.

Anche i dolci sono banditi dal mio desco, alla bisogna provo a chiedere una macedonia e della frutta, a volte sono fortunato, altre volte rimango a guardare i miei commensali abbuffarsi serenamente. Il lato più brutto delle cene sociali e di gruppo è che il conto si divide in parti uguali, a discapito di chi mangia meno.

Pazienza, questo è il prezzo della convivialità).


Cibi che evito

Finora ho parlato di cosa mangio regolarmente accennando nei miei paragrafi ai cibi e bevande non considerati utili ai fini del mio benessere, ecco l’elenco della black list (fatte rare eccezioni):

  • Pasta, in tutte le forme e salse
  • Riso (anche integrale)
  • Formaggi di ogni tipo
  • Dolci, biscotti e cornetti
  • Pizza e ciaccino
  • Pane (anche integrale), eccetto il tipo azzimo che ogni tanto consumo
  • Superalcolici
  • Bevande gasate
  • Snack e Merendina
  • Panini

EPILOGO E BUON SENSO

Come premesso, questo articolo o post non vuole essere un modello da imitare o seguire pedissequamente sulla mia personale esperienza.

Prima di avventurarvi in diete strane o improvvisate confrontatevi sempre con uno specialista. Io ho trovato il mio equilibrio così, ma non è detto che questo regime alimentare sia calzante per tutti. D’altro canto, rimuovere pasta, pane e pizza nel regno della dieta mediterranea, farà già desistere il 90% dei lettori. Agli altri indecisi ribadisco di interpellare un professionista del settore.

Le mie ultime analisi del sangue erano buone, eccetto un po’ di colesterolo alto che ho cercato di ammortizzare limitando gli affettati, il maiale e le carni rosse. Tuttavia da quando ho intrapreso questo mio lungo e solitario cammino alimentare, mi sento meglio: più in forma, più reattivo, più lucido mentalmente, più brillante insomma. Sembro anche un po’ più giovane.


Autore:
Massimiliano Roncucci - Giornalista Informatico

Email: info@gatstudio.it - Tel./Whatsapp : +39 380 7059176

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